Gli slot aeroportuali sono una parte importante delle operazioni di molte compagnie aeree. In parole semplici, concedono a una compagnia il diritto di far decollare e atterrare un aeromobile in un aeroporto specifico a un orario designato. Negli aeroporti più trafficati, questi sono diventati naturalmente molto importanti — e rari. Questo articolo esamina come le compagnie aeree ottengono gli slot e perché, in alcuni casi, possono essere così costosi.

Slot aeroportuali – come funzionano?

Non tutti gli aeroporti utilizzano slot. Gli slot sono progettati per aiutare la gestione sicura ed efficiente dell’aeroporto, non per imporre un controllo alle compagnie aeree, quindi solo gli aeroporti più trafficati ne richiedono l’utilizzo.

Tutti gli aeroporti sono classificati dalla IATA (International Air Transport Association) come:

  • Livello 1 (aeroporto non coordinato)

  • Livello 2 (aeroporto facilitato dagli slot)

  • Livello 3 (aeroporto coordinato)

Un aeroporto di Livello 1 è in grado di soddisfare tutti i requisiti di capacità.
Un aeroporto di Livello 2 ha potenziale congestione ma può essere gestito con la collaborazione tra compagnie aeree.
Un aeroporto di Livello 3 ha capacità limitata a causa delle infrastrutture disponibili: arrivi e partenze devono essere controllati tramite slot.


Come ottengono gli slot le compagnie aeree?

Nel mondo esistono 177 aeroporti di Livello 3 dove si utilizzano slot.

Tra questi:

  • Nel Regno Unito: tutti gli aeroporti di Londra, Manchester, Bristol e Birmingham.

  • Negli Stati Uniti: New York JFK, LaGuardia e Washington National.

  • In Asia: Hong Kong, 11 aeroporti domestici in Cina, Kuala Lumpur, Singapore, Tokyo Narita e Haneda, Fukuoka, Mumbai, Delhi e Chennai.

Alcuni aeroporti sono soggetti a slot solo stagionalmente, ad esempio Innsbruck in inverno, e molti aeroporti italiani e greci durante l’alta stagione estiva.


Gestione degli slot

Gli slot sono gestiti globalmente dallo “Worldwide Airport Slots Group” della IATA. A livello locale sono controllati dalle autorità dell’aviazione civile (ad esempio la FAA negli Stati Uniti), normalmente utilizzando le linee guida IATA denominate Worldwide Slot Guidelines (WSG).

Una compagnia che desidera operare un nuovo servizio può richiedere uno slot. L’aeroporto può approvare la richiesta se ci sono slot disponibili, ma i problemi sorgono quando l’aeroporto opera già alla massima capacità.


“Use it or lose it” – Usalo o perdilo

La regola principale è che gli slot devono essere utilizzati per poterli mantenere.

Le compagnie non possono trattenere slot inutilizzati: qualsiasi coppia di slot che non sia stata utilizzata almeno per l’80% in un anno deve essere restituita.

Gli slot disponibili vengono suddivisi tra le compagnie in base alla loro allocazione esistente. Nell’Unione Europea esiste inoltre una normativa che assegna una quota maggiore ai nuovi operatori.

Gli slot possono anche essere scambiati tra compagnie. Due volte l’anno si tiene una conferenza IATA durante la quale le compagnie si incontrano per riorganizzare la programmazione degli slot.


Il mercato degli slot – prezzi molto elevati

Se esistono procedure IATA per la condivisione e l’assegnazione, perché vediamo slot venduti a prezzi altissimi?

Negli aeroporti con capacità limitata, dove gli slot sono scarsi, diventano naturalmente molto ambiti — e le compagnie sono disposte a pagare per ottenerli.

Le regole sulla vendita variano a seconda della regione.
Negli Stati Uniti, ad esempio, la vendita diretta non è consentita. Tuttavia, le compagnie possono scambiare slot come parte di accordi operativi o affittarli tra loro.

Il mercato più competitivo per gli slot si trova nel Regno Unito. Sebbene le norme UE non consentano di registrarli come asset di bilancio, esistono modalità per venderli.

Uno degli accordi più costosi è stato l’acquisto da parte di Oman Air nel 2016 di una coppia di slot mattutini da Air France-KLM per 75 milioni di dollari. American Airlines ha pagato 60 milioni di dollari a SAS nel 2015 per una coppia di slot.


Voli “fantasma”

Il valore elevato e la scarsità spingono le compagnie a mantenere i propri slot.

Spesso operano aeromobili con capacità inferiore ma con maggiore frequenza per mantenerli attivi. In alcuni casi arrivano persino a effettuare voli quasi vuoti, detti “ghost flights” (voli fantasma), solo per rispettare la regola dell’80%.


Cambiare le regole?

Molte regole attuali risalgono agli anni ’70, quando fu creato il Worldwide Airport Slots Group.

Sebbene la IATA sostenga che il sistema funzioni, molti ritengono che sia obsoleto.
Nel 2012 la Commissione Europea ha evidenziato che meno dell’1% degli slot nei principali aeroporti come Heathrow, Parigi Charles de Gaulle e Parigi Orly veniva redistribuito ogni anno.

Alcuni esperti propongono:

  • Un sistema basato su aste, con ri-offerte periodiche

  • Un sistema di prezzi basato sulla congestione

Tuttavia, la gestione aeroportuale è complessa e altamente regolamentata, quindi eventuali cambiamenti richiederanno tempo.